Torna dopo due anni e vuole farlo da protagonista. Mirza Alibegovic, ala nativa di Corvallis, ai microfoni di Vecchio Cuore Giallo Blu manifesta tutta la sua felicità per essere nuovamente a Torino. Ieri è infatti iniziata la stagione, con il raduno a Moncalieri. Riunione pomeridiana al PalaEinaudi e media day riservato alla stampa alle 19 al GrinTo.

Alibegovic, Lei ha sempre manifestato la volontà di tornare a Torino. Dopo due anni esaudisce il suo desiderio.
“Certamente! E sono molto più orgoglioso di giocare in una piazza come Torino in A2 che in altre squadre di A1. Per me Torino ha poi un grande valore affettivo. Ho conosciuto mia moglie, i tifosi mi hanno sempre dato una grandissima carica e non riesco a smettere di ringraziarli. Anche adesso mi hanno riempito di messaggi, dicendomi di essere contenti di avermi di nuovo qui. Voglio ricambiare l’affetto di tutti sul campo”

Investimenti importanti, oltre al suo. Dove vede la Reale Mutua a fine stagione?
“Ho parlato tantissimo con i ragazzi via social e su WhatsApp già durante l’estate. Alcuni li conoscevo già: ho giocato con Traini a Pesaro e con Campani a Capo d’Orlando. Sinceramente non ho mai visto una squadra così carica e motivata, ancora prima di iniziare. Come hai detto, abbiamo preso giocatori forti. Gli americani non sono rookie, anzi hanno già esperienza in questo campionato e hanno fatto molto bene. La cosa più importante è che sono due bravissime persone. Si sono adattati alla grande. È stata creata una squadra molto fisica e i ruoli sono definiti. Possiamo fare veramente bene. Non voglio fare pronostici, memore dell’esperienza dell’anno scorso: a Tortona avevamo uno squadrone con tante aspettative ma abbiamo reso al di sotto delle aspettative. Comunque, voglio essere realista: questa squadra deve fare per forza i playoff. Poi sogneremo quello che potremo fare in più”


Ritrova coach Cavina. Quanto ha pesato la sua presenza sulla sua scelta, considerando le offerte che aveva anche dalla massima serie?
“Mi ha fatto esordire in Serie A2 quando avevo 17 anni. Con lui sono cresciuto molto. È un allenatore tosto ma bravissimo. Conosce tanti giocatori e i sistemi di gioco. È un’enciclopedia per la Serie A2. Non nascondo che avevo tante offerte dalla Serie A, oltre alla possibilità di rimanere a Tortona. Quando è arrivata la chiamata di Torino, ho parlato con Demis. Mi sono bastati 10 minuti della sua telefonata per convincermi. Con la sua carica e la sua energia mi ha portato a firmare il giorno dopo. È vero anche che non c’era molto da pensare. Sono felice e non vedo l’ora di iniziare.”

Marco Piasentin

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