Demis Cavina, primo allenatore della Reale Mutua, ha rilasciato un’intervista a Vecchio Cuore Giallo Blu in occasione del Media Day. Forte della lunga carriera, sottolinea le caratteristiche della sua squadra, credendo fortemente nel gruppo e distaccandosi dal passato. Il coach classe 1974, si è dimostrato carico e motivato sin dal primo minuto del raduno e lo ha fatto trasparire lungo tutta l’intervista.

Cavina, primo coach del nuovo corso torinese. Quali sono le sue ambizioni, considerando la sua lunga carriera?

Le ambizioni sono quelle di tutti. Ci sentiamo parte di qualcosa di importante, che nasce adesso ma che ha voglia di fare bene fin da subito. Bisogna essere obiettivi guardando anche le avversarie: come primo obiettivo abbiamo i playoff, magari proponendo anche una certa pallacanestro.  Per farlo bisogna crescere giorno dopo giorno. Abbiamo un’età media tra le più basse del campionato, non arriviamo a 24 anni, ma abbiamo la giusta esperienza per arrivare in alto. Ora dobbiamo allacciare un bel rapporto con i tifosi, che sono la nostra benzina.

Squadra giovane, con esperienza e con giocatori che ha già allenato. Quali saranno le caratteristiche della sua Reale Mutua?

A me piacciono le squadre che corrono, che sono pronte a difendere su tutto il campo ed è chiaro che con una squadra così giovane è più semplice farlo. Poi dovremo essere bravi a proporre nuove soluzioni e non essere monotematici. Anche se giocheremo ad alta velocità, coinvolgeremo i nostri lunghi perché abbiamo qualità anche vicino a canestro. Per riuscire a farlo, dovremo divertirci tra di noi, questo è il primo vero obiettivo.

Marks e Pinkins stelle? 

Tutti i giocatori sono importanti e devono sentirsi tali. Non ho mai avuto giocatori che, a livello statistico, dominassero gli altri ma ogni squadra ha elementi che pesano di più statisticamente. Non mi piace definire il basket ‘democratico’. Nel basket c’è meritocrazia ma ognuno sarà importante. 

Capitolo chiuso malamente l’anno scorso. Uno nuovo si apre quest’anno. Si inizia con Biella: un derby per i tifosi torinesi. Quanto sarà importante fare bene?

Non sono tanto contento di avere una partita così importante all’esordio e credo non lo siano neanche quelli di Biella. Soprattutto la partita di Supercoppa è troppo vicina al raduno per poter trarre delle conclusioni. So cosa voglia dire ‘derby’. Ho avuto tre anni di sfide qui in Piemonte e so quanto sia sentita la pallacanestro a Biella e a Torino, quindi non mi piacciono le date anticipate di partite importanti. Detto questo,  dovremo farci trovare pronti. Per quanto riguarda i nostri tifosi, non ho più parole. Fin dal momento della firma, sono stato riempito di affetto. Anche grazie all’apertura del mio profilo Instagram, seppur non sia molto esperto e mi faccia aiutare dai miei figli. Anche in questi giorni di ferie, continuano a dimostrarci calore e passione e ci seguono in tanti. Prometto che faremo bene. Non vogliamo guardare al passato perché non c’entriamo nulla. Noi siamo una cosa diversa e mi piace l’idea di essere una realtà nuova.

Marco Piasentin

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