Marco Cusin, friulano classe 1985, quest’anno in forza alla Juve Caserta ma con un passato nelle fila dell’Auxilium Fiat Torino due stagioni or sono. Lo abbiamo sentito nei giorni scorsi nel corso di una diretta Instagram, questo un estratto delle sue parole nel corso della lunga chiacchierata:
Cusin, ha comprato casa a Torino, come sta passando la quarantena in città?
Fortunatamente, con il nuovo decreto abbiamo la possibilità di correre anche lontano da casa, quindi, pur non essendo un amante della corsa sfrutto quest’occasione per mantenermi in forma. Inoltre mi alleno in casa, guardo film, leggo, aiuto mia moglie, videochiamo gli amici.
Parlando della sua carriera, vanta 115 presenze in Nazionale, cosa si prova indossando la canotta azzurra?
Posso ritenermi fortunato, è una magia indescrivibile. Devo ringraziare chi ha creduto in me perché mi ha permesso di coronare il sogno di ogni bambino.
Guardando l’ultima stagione, come la valuta?
Non è stata un’annata facile. La squadra è stata costruita tardi a causa del ripescaggio e abbiamo avuto numerosi infortuni. Abbiamo perso alcune gare allo scadere: ci hanno segnato negativamente. Al netto di tutto, non abbiamo mai mollato e questo non può che farci onore.
Apriamo la parentesi Torino: cosa vuol dire avere la chance di essere allenati da Larry Brown, nonostante il suo gioco non sia stato efficace?
Quando ho conosciuto coach Brown l’emozione è stata fortissima. Subito ti viene voglia di fargli mille domande. In allenamento, portava esempi di giocatori che lui aveva guidato in NBA ed era piacevole ascoltarlo. Purtroppo non veniva preparato bene l’aspetto difensivo e questo è stato il nostro punto debole. Lo ringrazio perché mi ha dato tanto.
Come commenta le voci che la danno di ritorno a Torino?
A Torino mi sono trovato molto bene ma in questo momento ho contratto con Caserta. Bisognerà vedere quando ricomincerà il campionato e come verrà risolta la situazione ma non nego di avere splendidi ricordi di Torino.
C’è un aneddoto legato alla sua esperienza a Torino che le fa piacere raccontare?
Ricordo quando Delfino arrivò dal centro al Palavela in bicicletta poiché non riusciva a spostare la macchina. È stato un esempio di professionalità: molti giocatori, pur senza avere il suo curriculum, in caso di difficoltà preferiscono saltare l’allenamento.
Un commento sulla stagione di Basket Torino?
Indubbiamente è una squadra costruita per vincere. Come tale è cresciuta nella seconda metà di stagione e, con grande merito dei giocatori, è stata in grado di sopperire agli infortuni.
Avversario contro cui ha incontrato maggiori difficoltà?
Facendo parte della Nazionale ho avuto la possibilità di affrontare giocatori di grande talento. Direi Gasol, Doncic e Dragic.

Ringraziamo Marco Cusin per averci concesso l’esclusiva e cogliamo l’occasione per augurargli il meglio per il futuro.

Marco Piasentin

Photo by: Walter Bertagnoli

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