Centro senegalese classe 1991, Abdel “Aka” Fall è uno dei protagonisti del bell’avvio di Capo d’Orlando, avversaria di Torino nel girone verde. Proprio con la casacca gialloblù, nel 2016 fa il suo esordio in A1. Lo abbiamo raggiunto il giorno di Natale per parlare della situazione della sua squadra e della Reale Mutua, riaprendo inoltre una ferita dolorosa per il giocatore e piacevole per i nostri lettori: la finale di Coppa Italia vinta da Torino contro la sua Brescia. Queste le sue parole ai microfoni di Marco Piasentin per Vecchio Cuore Giallo Blu. 

Fall, come vede la Reale Mutua quest’anno? 

Torino è una squadra completa, forte per la categoria ma è quella con più pressione perché dovrà riconfermarsi. Può fare un gran campionato e anche vincere. Inoltre può godersi la crescita esponenziale di Diop che, se continua così, potrà fare benissimo anche nella massima serie e la presenza di un giocatore forte come Alibegovic, un top per la A2.  

La sua Capo d’Orlando potrebbe essere una piacevole sorpresa? 

Siamo una bella squadra, con due americani forti. Uno si sta adattando, ha grande talento e sta facendo sempre meglio. Io, personalmente, ho lavorato tanto sul tiro da fuori per essere pericoloso anche dal perimetro e cerco di fare ciò che serve alla squadra: ogni tanto forzo qualche tiro in più se necessario ma il mio obiettivo è sempre quello di aiutare i nostri giovani. Ci sono tutti i presupposti per fare bene, chissà. 

In un campionato indubbiamente strano, chi vede come favorita? 

Partiamo parlando del nostro gruppo: dico Torino ovviamente, Tortona, Udine, Verona che non va sottovalutata e secondo me si riprenderà. Dall’altra parte menziono Napoli e Forlì, che per me è la più forte del girone rosso. 

Riavvolgendo il nastro dei ricordi, è d’obbligo citare la finale di Coppa Italia in cui lei, al tempo a Brescia e da infortunato, perse contro Torino. La ferita è ancora aperta? 

Parlando sinceramente, arrivato a Firenze, l’ultima squadra che avrei pensato potesse vincere era Torino, per via dei numerosi problemi che ben conosciamo. In finale, negli ultimi minuti punto a punto mi sono detto: “Per favore no”. Invece è arrivato il canestro di Vujacic e ancora oggi mi sembra un incubo, non ci ho dormito per una settimana. Io credo che sia il destino ad aver voluto questo: noi eravamo lanciati, fiduciosi. Torino invece ha fatto un torneo ai limiti della perfezione, i giocatori sembravano indemoniati. Ripeto, non so come abbiano fatto ma complimenti a Torino per l’approccio. 

Concludendo, si vede di nuovo in A1 in futuro? 

Lavoro indubbiamente per quello, è il mio obiettivo. Penso di poter dire la mia e la A1 è il massimo per un giocatore. Io poi sono molto ambizioso quindi spingo per tornare al livello superiore. 

Ringraziamo Aka Fall per il tempo che ci ha concesso e gli auguriamo una buona stagione, ricca di successi e soddisfazioni personali, eccezion fatta per le gare contro Torino. 

Marco Piasentin 

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